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vino lambrusco | vino bianco di scandiano | nocino | parmiggiano reggiano | aceto balsamico | maiale reggiano

gastronomia tradizionale

Nei ristoranti e nelle trattorie non v'è che l'imbarazzo della scelta per allietare il proprio palato: dai semplici gnocchi di farina e patate, cappelletti, lasagne, tortelli d'erba, di patate e di zucca e minestroni di verdura ai primi piatti particolari come le tagliatelle al sugo di lepre; tra i secondi dall'arrosto di maiale o lo zampone coi fagioli al pollo alla cacciatora o alla punta di petto ripiena.
Tra le ricette che diedero lustro alla gastronomia locale ricordiamo "al scarpazzòun", una particolare torta salata a base di spinaci, cipollotti e grana, che oggi potrete gustare nella versione aggiornata dell' "erbazzone" ancora prodotto artigianalmente da forni e laboratori gastronomici. Un'altra specialità reggiana da gustare al banco dei forni e delle pasticcerie sono le "chizze", anche se prive del ripieno di "agreste" (salsa di uva acerba bollita per diverse ore), che si usava tanto tempo fa ed il "gnocco fritto" - altrove conosciuto come torta fritta - gustabile soprattutto in occasione di sagre, fiere e feste locali, solitamente abbinato alle varie sorti di salumi.
Molto viva è poi ancora oggi l'abitudine di preparare nel periodo della vendemmia il "sugo", dolce a base di mosto d'uva fatto bollire con abbondante zucchero.
Con l'approssimarsi del periodo natalizio fanno la propria comparsa sui banchi alimentari gli squisiti tortellini, fritti o cotti al forno col loro squisito ripieno amalgamato di marmellate, noci, pinoli, caffè in polvere, rum o sassolino, assieme alla spongata, dolce tradizionale originario della non lontana Brescello ed infine il Biscione tipico di Capodanno.

 

vino lambrusco

"... il più italiano fra tutti i vini italiani"
Il Lambrusco non solo è il vino più garibaldino del mondo ma il più generoso, il più libero, il più italiano fra tutti i vini italiani. Ha un colore sfavillante di rubino e l'ardore delle viole mammole; anzi è la prima virtù che gli assaggiatori cercano nel lambrusco, se ha la viola. Siamo indubbiamente davanti ad un prodotto unico per diversi motivi.Intanto perché è prevalentemente un rosso frizzante mentre la maggior parte dei vini frizzanti è bianca. Poi questo vino va consumato giovane massimo uno o, in rare eccezioni ,due anni dalla vendemmia. E' un vino moderno attualissimo a volte raffinato ma che sa essere se necessario alla buona, è eclettico vario nelle sue tipologie. Il suo sapore particolare è fatto di equilibri caratteristici tra la gradevole acidità e i tannini,tra la sapidità vinosa di frutta matura e i sentori di viola,tra un corpo avvertibile e il suo lasciare piacevolmente percepire il frizzante. Con un carattere così allegro e gioviale, gradevole ma mai troppo "impegnativo", versatile e quindi sempre all'altezza di ogni situazione, al Lambrusco è bastato poco tempo per farsi tanti amici, anche al di fuori di questa terra emiliana che lo ha visto nascere. Non a caso è divenuto in breve - a partire dagli anni '70 - il vino italiano più conosciuto e bevuto nel mondo. E' un vino simpatico, che conquista, e con la sua spuma briosa mette allegria.

Per acquisti o degustazioni
Cantina Arceto Tel. 0522 98 91 07
Via 11 Settembre 2001 No. 3 Arceto di Scandiano (RE)

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vino bianco di scandiano

bianco di scandiano
Un altro vino tipico, delicato e fresco è il Bianco di Scandiano, la cui denominazione è di origine controllata dal 1976. Di gusto dolce o semi-secco, è prodotto nei tipi frizzante o spumante. Coltivato nella pedecollina del reggiano, si trova nelle due versioni brut e dolce . Lo spumante brut è ricavato da vitigni di Trebbiano-Sauvignon; ha odore gradevole leggermente aromatico, con schiuma persistente e di sapore secco, fresco, aromatico, di giusto corpo. Presenta gradazione alcolica complessiva di circa 11,80° . Va servito fresco Si accompagna a pesce aperitivi e dessert, ma accompagna bene anche primi e secondi piatti. Lo spumante dolce ha odore gradevolmente aromatico e delicato con schiuma fine e persistente, sapore dolce, fresco, rotondo, equilibrato. Presenta gradazione alcolica complessiva di circa 12° E' indicato per dolci.

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nocino

liquore reggiano DOC
E' il liquore reggiano per eccellenza Semplicisticamente possiamo dire che è il risultato della macerazione in alcool del mallo delle noci immature per 40/60 giorni. Le grandi differenze nel prodotto finale sono dovute al tempo di macerazione, al tempo ed al luogo di invecchiamento e soprattutto agli ingredienti che vengono aggiunti aromi e spezie (chiodi di garofano, cannella, coriandolo, ecc), dal quantitativo di zucchero (che abbassa la gradazione alcolica) e dal vino che alcuni aggiungono. Diventa così impossibile trovare un nocino uguale ad un altro. Il nocino maturo raggiunge di norma i 40-50° alcolici e servito e pasto conserva riconosciute prorietà digestive e corroboranti , quindi è l'ideale dopo un pasto coi nostri piatti grassi e ricchi di sapore. E' servito anche come bevanda di benvenuto in qualsiasi ora e stagione dell'anno.Si serve in un bicchiere a piccolissimo calice. Per il nocino tradizionale il cosiddetto tempo balsamico, ovvero il periodo giusto per la raccolta del frutto immaturo del noce è da sempre la notte di San Giovanni (tra il 23 ed il 24 giugno). In quel momento per tradizione si raccolgono i verdi e teneri malli ,che hanno raggiunto l'apice dei profumi dovuti agli oli essenziali ed ai principi attivi. E' questa la famosa notte di mezza estate, la più corta dell'anno in concomitanza del solstizio. Notte di elfi, fate, folletti dei boschi tanto cari alla mitologia nordica e di più nostrane streghe che si dice si ritrovassero in questa notte sotto i noci per i loro riti, servito a fine pasto conserva riconosciute proprietà digestive e corroboranti, quindi è l'ideale dopo un pasto coi nostri piatti tipici.

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parmiggiano reggiano

l'indiscusso re dei formaggi
Indiscusso re dei formaggi era chiamato grana parmigiano, perché nacque nella zona reggiana di Bibbiano, che fino al 1830 era soggetta alla giurisdizione civile di Parma, perciò quasi tutta la produzione era portata in quella città, anche perché Reggio era priva di raccordi stradali, mentre Parma ne era ricca.Dal centro parmense il formaggio veniva distribuito in tutta la penisola e all'estero. La denominazione parmigiano reggiano è tutelata da una specifica legge e riservata solo al formaggio prodotto nella zona di origine. Gli ingredienti necessari alla sua preparazione sono naturali e semplici: il latte della zona tipica, il caglio, la grande esperienza professionale dei "casari", che si tramanda nei secoli e la stagionatura naturale. A rendere così tipico questo formaggio concorrono fattori ambientali particolarissimi, delimitati dalla piccola zona di produzione (suolo, aria, acqua, alimentazione delle mucche) e la particolare produzione artigianale rimasta invariata nei secoli. Il Parmigiano Reggiano non tollera sofisticazioni o uso di metodi diversi dai tradizionali pena il decadimento del prodotto stesso. Il prodotto è totalmente privo di conservanti e coloranti, ha un alto potere nutritivo ed un'ottima digeribilità. E' insostituibile per esaltare il sapore, il gusto e la fragranza delle minestre ed arricchire secondi piatti o insalate. Il Consorzio del Parmigiano Reggiano garantisce caratteristiche e componenti del prodotto. Tale formaggio è semigrasso, a pasta dura cotta e a lenta maturazione, viene prodotto con coagulo ad acidità di fermentazione dal latte di mucca proveniente da animali la cui alimentazione di base è costituita da foraggi di prato.Viene impiegato il latte delle mungiture della sera e del mattino, riposato e parzialmente scremato per affioramento. La cagliatura è effettuata con caglio di vitello. Non è ammesso l'impiego di sostanze antifermentative. Alla fine la salatura viene praticata per 20/30 giorni La maturazione è naturale e deve protrarsi per almeno 12 mesi. Il formaggio stagionato è usato da tavola o da grattugiare. Per produrre un chilo di formaggio occorrono 16 lt di latte di alto pregio e grande attitudine casearia.

Per acquisti o degustazioni
Caseificio Boiardo Tel.0522 76 71 45
Via delle Scuole 5 Pratissolo di Scandiano
(al semaforo diritto si trova poco più avanti a destra)


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aceto balsamico

"... una bandiera per la città nel mondo ..."
L'Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia, oltre ad essere una bandiera per la città nel mondo, è il simbolo di una tra le cucine italiane universalmente più amate ed apprezzate. Nato nei secoli come balsamo medicamentoso ad uso esclusivo di re ed imperatori, entra in cucina come prodotto d' eccellenza, esalta i sapori ed arricchisce ogni piatto, da quelli più semplici, le insalate e le verdure al crudo, alle pietanze più raffinate, le paste ripiene e le carni. Tra i mille possibili, il "matrimonio d'amore" più caro, è senz'altro quello tra l'Aceto Balsamico Tradizionale ed il Parmigiano-reggiano . Le famiglie reggiane sono da sempre molto fiere della loro produzione di balsamico, ed il possesso di botticelle in soffitta è il sigillo di antichità se non addirittura di nobiltà d’origine del ceppo familiare. Infatti non sono rare batterie familiari avviate da più di cento anni, altre addirittura dal Settecento. Non a caso a Reggio e dintorni per secoli i vaselli con l’Aceto Balsamico compaiono nei testamenti al pari delle monete d’oro e degli altri beni più preziosi di famiglia. All’epoca era anche buona norma arricchire la dote della nobildonna che si maritava con vaselli di aceto balsamico pregiato e batterie di botticelle dal prezioso contenuto.

Per acquisti o degustazioni
Acetaia Cavalli Tel. 0522 98 34 30
Via del Cristo 6/a-b Fellegara di Scandiano (RE)

Terra del Tuono Tel.0522 34 33 17
Via P Monzani 5 Corticella (RE)

 


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maiale reggiano

storia del maiale reggiano
Benché la presenza del maiale nella provincia reggiana sia documentata a partire dall’antico neolitico, la creazione della razza “arzana” meno selvatica e irsuta, ha origini più recenti Solo nel 1873, infatti venne sperimentato l’incrocio tra l’antico suino emiliano e il yorkshire inglese, un maiale chiaro, docile e sedentario. Dal connubio nacque il suino reggiano: robusto sodo e saporito come gli antenati, ma più disponibile alla procreazione e all’ingrassamento, qualità ereditate dalla razza inglese. Ai reggiani spetta il merito di aver riscattato la fama di questo animale disprezzato dagli egizi e dagli ebrei che lo incolpavano di causare epidemie di lebbra e lo identificavano col demonio nei Vangeli. I contadini sapevano quanto valeva il maiale e gli erano molto affezionati. L’animale infatti, oltre ai classici salumi, si concedeva loro interamente. Un altro grande merito del suino era quello di fornire la “sugna” una massa adiposa con la quale si producevano unguenti utilizzati per attenuare le sofferenze di chi era afflitto dal “fuoco di sant’Antonio”. Plinio Il Vecchio sosteneva che la carne di maiale poteva avere fino a 50 sapori diversi… certo la varietà dei salumi padani è sorprendente: Prosciutto crudo e cotto, Mortadella, Coppa, Pancetta, Salame Culatello, Cotechino e Zampone sono alcuni salumi tipici reggiani. Il più classico e gustoso accompagnamento reggiano proposto tradizionalmente per i salumi è il Gnocco Fritto, una pasta salata di farina e acqua, tirata con la cannella, che si gonfia a contatto con lo strutto bollente

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