Nel cuore delle colline parmensi, a poco più di 40 chilometri dal nostro agriturismo, si snoda un suggestivo percorso che unisce natura, arte, storia e cucina. Stiamo parlando del Sentiero d’Arte, una rilassante passeggiata che si sviluppa lungo il quattrocentesco canale San Michele e che collega idealmente le bellezze storiche del territorio tra Torrechiara e Langhirano. Circa sette chilometri per ammirare, passo dopo passo, affreschi rinascimentali e installazioni di arte contemporanea e per assaporare salumi di eccellenza e fiabeschi paesaggi rurali. Dotato di svariati punti di accesso pedonale, tutti forniti di parcheggio, può essere percorso sia a piedi che in bici (a Torrechiara è presente il noleggio di e-bike).

Si parte dalla rinascimentale badia benedettina di Santa Maria della Neve in località Torrechiara. Fondata nel 1471 dal conte Pier Maria Rossi attorno alla preesistente chiesa dedicata alla Madonna della Neve, è uno stupendo luogo di interesse religioso e artistico, ancora poco conosciuto. La struttura del complesso attuale è praticamente invariata, pur con ripristini e aggiunte nel corso dei secoli (come il campanile romanico-gotico del XVII secolo e il Belvedere, graziosa loggetta settecentesca affacciata sul torrente Parma). L’abbazia si articola attorno al chiostro quadriporticato, realizzato forse su progetto di Giovan Francesco Zaccagni. A meridione è posta la chiesa, preceduta da un lungo e stretto sagrato. La chiesa presenta all’esterno un’insolita facciata a capanna mentre all’interno è impreziosita da affreschi barocchi eseguiti da autori ignoti, identificati dagli storici nel tempo in Giovanni Battista Merano, Giovanni Bolla, Pietro Rubini o Clemente Ruta. Di notevole interesse sono anche le antiche cantine sotterranee, costruite con tecniche medioevali e recentemente ristrutturate a cura dell’associazione Sentiero d’Arte.
Spostandosi verso il cuore del borgo, ci si trova alle pendici della collina dove si erge il Castello di Torrechiara, uno dei più notevoli esempi di architettura fortificata dell’Emilia-Romagna, se non dell’Italia tutta. Fu fatto costruire tra il 1448 e il 1460, sulle rovine di una precedente struttura fortificata, dal conte Pier Maria Rossi e fu pensato non solo come struttura difensiva ma anche come dimora isolata per il conte stesso e la sua amante Bianca Pellegrini. La vocazione residenziale del complesso emerge chiaramente dalla raffinata decorazione pittorica a grottesche realizzata da Cesare Baglione, tuttora ben conservata, e dalla presenza dell’elegante cortile d’onore. Particolare attenzione merita la Camera d’Oro, così chiamata per le foglie di oro zecchino che un tempo rivestivano, oltre agli elementi aggettanti della volta, le formelle alle pareti. La stanza è decorata da un pregevole ciclo di affreschi, attribuito a Benedetto Bembo, con scene del rituale dell’amore cavalleresco. Piccola curiosità: nel castello sono state girate diverse scene di “Ladyhawke”, film di genere fantasy del 1985 diretto da Richard Donner con Rutger Hauer, Michelle Pfeiffer e Matthew Broderick.
Dall’area sottostante il castello si accede al Sentiero degli Artisti. Al secondo chilometro si incontrano le opere d’arte di Danilo Cassano “Sinottica di primavera” e Mirta Carroli “Seguendo il volo dei rotori”. Proseguendo, al terzo chilometro, attraversando e costeggiando il canale San Michele, l’opera di Graziano Pompili “Il Borgo” e di Giovanni Sala “Presenze” e, più avanti ancora, quelle di Candida Ferrari “Nido d’aurora”, Alberto Vettori “Natura sembiante” e Alberto Timossi “Altro bosco”.
Negli ultimi due chilometri, dopo aver incrociato le opere di Lorella Salvagni “Cèntina”, Oscar Accorsi “Voronoi” e un’altra opera di Danilo Cassano “Genesi”, camminando (o pedalando) tra campi, vigneti e la verde vegetazione, si arriva alle porte di Langhirano, dove è possibile visitare produttori locali e il Museo del Prosciutto. Allestito all’interno del complesso integralmente restaurato dell’ex Foro Boario, il museo permette di conoscere, attraverso foto, documenti storici, attrezzi, macchinari e filmati, la storia millenaria e il meticoloso processo di produzione del re dei salumi italiani: sua altezza il Prosciutto di Parma. Il percorso espositivo è articolato in otto sezioni tematiche. Inizia dal territorio, con la descrizione dell’agricoltura parmense, per poi passare alla sezione dedicata alle razze suine e quindi a quella del sale, dove viene raccontata la storia di questo importantissimo strumento di conservazione degli alimenti. La quarta sezione è dedicata alla norcineria mentre le restanti si concentrano sugli altri salumi tipici del territorio parmense, sulla gastronomia, sulle tecniche di lavorazione del prosciutto e sul ruolo del Consorzio del Prosciutto di Parma.
Foto in primo piano © AssaporaParma | Foto galleria fotografica © Sentiero d’Arte




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