Il Rinascimento è un movimento di tipo artistico, culturale, filosofico e letterario che ebbe inizio in Italia con caratteristiche già abbastanza precise intorno alla metà del XIV secolo e diffusosi poi in tutta Europa. Si tratta di un fenomeno che ha apportato grandi cambiamenti ed innovazioni in ogni campo di attività artistica e letteraria. Esso era caratterizzato da una fruizione consapevolmente filologica dei classici greci e latini, dal rifiorire delle lettere e delle arti, della scienza e in genere della cultura e della vita civile.

Costruendo la propria immagine nei termini di un programma di rinnovamento contro una civiltà esaurita, il Rinascimento ha rappresentato per l’Italia e per l’Europa un’epoca d’oro che ha lasciato un segno anche su borghi, monumenti e strutture dell’Emilia-Romagna. Partiamo per un viaggio a ritroso nel tempo alla scoperta delle testimonianze sparse nel territorio di Reggio Emilia, Parma e Piacenza.

REGGIO EMILIA

La prima tappa del nostro itinerario è Guastalla, borgo segnato dalla dinastia dei Gonzaga, durante la quale raggiunse il suo massimo splendore. Furono chiamati famosi architetti come il Giunti e il Volterra, ospitati artisti come il Guercino e i Campi, e poeti come il Tasso e il Guarini. Guastalla rappresenta uno straordinario esempio di come il Rinascimento seppe dare vita ad autentici gioielli urbanistici. Il simbolo della Guastalla rinascimentale è Palazzo Ducale, a lungo sede della corte signorile. La sua edificazione è legata al nome di Francesco Capriani (detto il Volterra), che ne definì l’assetto a corte quadrata porticata, anche se poi fu l’architetto Tommaso Filippi a completarne i lavori nel 1570. Qui si concentrò il potere signorile, che divenne ducale dal 1621.

La seconda tappa a Reggio Emilia è San Martino in Rio, un luogo ricco di storia e cultura, dove si possono cogliere gli indizi e le numerose testimonianze del dominio degli Estensi, signori del borgo a partire dal 1420. Il suo monumento simbolo è la Rocca Estense, le cui testimonianze artistiche più significative risalgono a quattro epoche storiche diverse. Fra tutte, comunque, quelle rinascimentali sono le testimonianze d’eccellenza e tra queste spicca la spettacolare sala quattrocentesca della Torre dell’ala nord-est del piano nobile dipinta dalla bottega del modenese Pellegrino degli Erri.

Nella provincia di Reggio Emilia si segnalano anche: Gualtieri, classico esempio di piccola capitale padana del Rinascimento, che toglie il respiro per l’originalità della sua piazza rinascimentale e porticata, piazza Bentivoglio, realizzata dall’Argenta e tra le più belle d’Italia; e Correggio, deliziosa cittadina che diede i natali al pittore Antonio Allegri (detto Il Correggio), dove merita sicuramente una visita il Palazzo dei Principi, il più rappresentativo edificio rinascimentale della città.

PARMA

A Parma e nella sua provincia il Rinascimento deve molto alla figura di Pier Maria II de’ Rossi, detto il Magnifico e meglio noto come Pier Maria Rossi, il quale fu un valoroso condottiero, un celebre umanista e soprattutto un appassionato di castelli. Fa realizzare numerosi edifici nel parmense e tra i circa 30 che arrivò a possederne 4 rimangono a identificare ed esemplificare la sua eclettica personalità.

Tra il 1448 e il 1460 fece erigere per l’amante Bianca Pellegrini il Castello di Torrechiara, situato in posizione strategica su un’altura alla sinistra del fiume Parma. Al suo interno la Camera d’Oro affrescata da Benedetto Bembo nel 1462 con la raffigurazione di tutti i possedimenti di famiglia è un inno al sentimento fortissimo che legava i due amanti. Nello stesso periodo, sempre in onore della sua adorata Bianca, fa edificare la Rocca dei Rossi a Roccabianca. A parlare dell’amante è l’intero maniero fin dallo stemma. Al suo interno, la famosa Sala della Griselda ospita il quattrocentesco ciclo pittorico ispirato alla centesima novella del Decameron di Giovanni Boccaccio.

Nello stesso periodo ricostruì anche la Rocca di San Secondo, prima fortezza medievale poi sfarzosa residenza rinascimentale. Il maniero racchiude il lato più istituzionale e famigliare del Conte, nelle sue vesti di marito di Antonia Torelli. Al suo interno ancora oggi risplendono gli affreschi con le gesta gloriose della sua casata. Di notevole importanza, nella Sala dell’Asino d’Oro, l’originale ed unica raffigurazione a fresco tratta dall’omonimo romanzo di Apuleio. Tra le valli del Parma e del Baganza sorge invece il Castello di Felino, che fu un inespugnabile rifugio fino al 1483, quando venne conquistato con l’inganno da Ludovico il Moro che fece spianare fino alle fondamenta tutte le fortificazioni e le mura di cinta.

PIACENZA

Piacenza nella prima metà del Cinquecento diventa ducato Farnesiano e si avvicina così alla grande stagione del Rinascimento italiano. Nel territorio piacentino spicca il Castello di San Pietro in Cerro, una mirabile struttura quattrocentesca fatta costruire da Bartolomeo Barattieri, nobile giureconsulto e ambasciatore di Piacenza presso la corte di Papa Giulio II della Rovere. Esso rappresenta una fedele testimonianza di dimora gentilizia rinascimentale. Da non perdere le 30 sale riccamente decorate ed arredate, tutte interamente visitabili. Il castello ospita nei suggestivi ambienti del sottotetto il MiM – Museum in Motion, al cui interno è custodita una straordinaria collezione di oltre 800 opere contemporanee, esposta a rotazione.

Infine, non si può parlare di Rinascimento a Piacenza senza citare Palazzo Farnese, che sorge a fianco di ciò che resta della trecentesca Cittadella dei Visconti: due torri angolari e cortine murarie merlate. La sua costruzione si deve alla volontà della duchessa di Parma e Piacenza, Margherita d’Austria, e all’imponente opera del genio di Jacopo Barozzi, detto il Vignola. Oggi il palazzo ospita i Musei Civici della città, articolati in un percorso che permette di visitare gli appartamenti del duca e della duchessa.

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