Tra la pianura e le prime colline dell’Appennino, la provincia di Reggio Emilia custodisce uno straordinario patrimonio di piccoli centri che raccontano secoli di storia, arte e tradizioni. In questo articolo vi accompagniamo alla scoperta di cinque borghi che meritano assolutamente una visita. Sono diversi tra loro, ma accomunati dalla capacità di conservare ancora oggi tracce importanti del passato e un legame stretto con il territorio.
CASTELLARANO
Arroccato su una collina di arenaria che domina la riva sinistra del fiume Secchia, Castellarano è un eccezionale esempio di borgo castellano fluviale, con un vasto centro storico in ottimo stato di conservazione. L’insediamento, già documentato nel X secolo, è tuttavia molto più antico. A dominare l’ingresso del centro storico, caratterizzato da vicoli suggestivi ancora pavimentati con i tradizionali ciottoli di fiume, si staglia il profilo della Rocchetta, rocca quattrocentesca che costituiva l’accesso al paese attraverso le sue tre porte. Tra le cose da vedere si segnalano la Rocca, il cui aspetto attuale risale agli anni ’70, la Torre dell’Orologio, antica torre di vedetta medievale con un orologio settecentesco dotato di una sola lancetta per lato, e la Chiesa di Santa Maria Assunta, ricostruita nel Seicento in stile tardo barocco su un’antica pieve.
VOTIGNO DI CANOSSA
Nascosto tra le dolci colline dell’Appennino Reggiano, Votigno di Canossa è un piccolo gioiello in pietra capace di proiettare il visitatore in una dimensione quasi surreale. Nato nell’XI secolo come avamposto fortificato per i soldati della contessa Matilde di Canossa, il borgo è stato salvato dall’abbandono grazie a un sapiente e meticoloso lavoro di restauro. Tra le sue mura racchiude una sorprendente particolarità: la Casa del Tibet, il primo centro di cultura tibetana d’Europa (oltre che l’unico in Italia), fondato nel 1990 dal medico reggiano Stefano Dallari. Passeggiando tra i suoi vicoli medievali si incontrano statue del Buddha, bandiere colorate e simboli spirituali che convivono in armonia con l’architettura fortificata d’origine matildica, creando un’atmosfera unica, sospesa tra Medioevo emiliano e spiritualità orientale.
SAN POLO D’ENZA
Adagiato sulle rive del fiume Enza, San Polo d’Enza rappresenta storicamente la vera e propria porta d’accesso alle terre matildiche. Fu abitato fin da tempi antichissimi, come testimoniato dall’insediamento etrusco di Servirola. Il borgo conserva significative testimonianze del suo passato e si rivela una tappa di grande interesse per conoscere la storia della valle dell’Enza. Il centro storico è dominato dalla Rocca, costruita nell’XI secolo come struttura difensiva e poi trasformata in elegante residenza signorile, che oggi ospita gli uffici comunali e il Museo della Resistenza. Insieme alla Chiesa del Castello e alla Torre dell’Orologio, la Rocca costituisce il nucleo medievale originario dell’abitato. Numerosi sono i monumenti che ricordano la resistenza partigiana, tra i quali spicca la moderna statua del Gigante Abbattuto, realizzata dall’artista Graziano Pompili.
CORREGGIO
Lasciandosi alle spalle le alture dell’Appennino per scendere verso la pianura, si incontra Correggio, un borgo dall’eleganza raffinata che si distingue per la sua profonda impronta rinascimentale. Feudo dell’omonima famiglia per circa sette secoli, ha dato i natali ad Antonio Allegri, meglio conosciuto come il Correggio, uno dei massimi maestri della pittura del Cinquecento. Il tessuto urbano esprime ancora oggi lo splendore di quel periodo aureo. Il monumento simbolo è il Palazzo dei Principi, edificato tra la fine del XV ed il 1508, che attualmente ospita la Biblioteca comunale Giulio Einaudi, il Museo Il Correggio e la Galleria Esposizioni. Tra gli altri luoghi di interesse meritano sicuramente una visita la cinquecentesca Basilica di San Quirino, ricca di opere d’arte di pregio, la Chiesa di San Francesco, suggestiva per le sue forme, e il Teatro Bonifazio Asioli.
GUALTIERI
Scendendo fino al confine settentrionale della provincia, dove la terra emiliana incontra il grande fiume Po, si scopre Gualtieri, un borgo dall’anima monumentale e dal fascino senza tempo. Sebbene rivendichi con orgoglio la propria origine medievale, sfoggia uno strabiliante sviluppo rinascimentale. Il cuore di Gualtieri è la scenografica Piazza Bentivoglio, sulla quale affacciano la Torre dell’Orologio, la Collegiata di Santa Maria della Neve e il Palazzo Bentivoglio. Quest’ultimo è uno scrigno di tesori come il magnifico Salone dei Giganti, decorato con affreschi ispirati alla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso, e il Museo Antonio Ligabue, dedicato al celebre pittore naïf che qui visse per buona parte della sua vita. Proseguendo la visita oltre la piazza, meritano una sosta anche la Chiesa dell’Immacolata Concezione, la Chiesa di Sant’Andrea e la Casa Museo Antonio Ligabue.

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