Il territorio reggiano non è solo colline, pievi e borghi da fotografare, ma anche, e soprattutto, uno scrigno di eccellenze gastronomiche. Qui il cibo non è semplicemente un piacere della tavola: è parte della storia, della cultura e dell’identità locale.
Concedersi una visita gastronomica a Reggio Emilia e provincia significa scoprire da vicino le radici di questa terra, incontrare produttori appassionati e conoscere i segreti di prodotti celebri in tutto il mondo, come il Parmigiano Reggiano e l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP. Il tutto senza dimenticare i vini delle colline reggiane, sempre più apprezzati dagli amanti dell’enoturismo.
Dalle visite ai caseifici alle acetaie, passando per le cantine e i musei dedicati alle tradizioni contadine, il territorio offre numerose esperienze che permettono di conoscere il volto più autentico dell’Emilia. Ecco una guida alle visite gastronomiche da non perdere tra Reggio Emilia e provincia.
Visitare un caseificio
Tra le esperienze più emozionanti c’è senza dubbio la visita a un caseificio dove viene prodotto il Parmigiano Reggiano, che non ha certo bisogno di presentazioni. Frutto di un legame profondo tra natura, lavoro e cultura contadina, è da secoli tra i più rinomati e apprezzati formaggi al mondo.
Durante la visita si possono osservare le diverse fasi della produzione: dalla lavorazione del latte nelle grandi caldaie in rame fino alla nascita delle forme, passando per la cagliata e la tradizionale spinatura. Al termine del percorso, nei caseifici dotati di spaccio, è possibile degustare il Parmigiano Reggiano nelle sue diverse stagionature e acquistarlo direttamente in loco.
È un’attività adatta sia alle famiglie sia agli appassionati di gastronomia, perché permette di conoscere uno dei simboli più rappresentativi dell’Emilia direttamente nel luogo in cui nasce. Le visite guidate si effettuano tutto l’anno, contattando con anticipo il Consorzio del Parmigiano Reggiano o prenotando direttamente presso il caseificio desiderato. Il processo di lavorazione si svolge nelle prime ore del mattino.
Ecco alcuni caseifici da segnare: Consorzio Vacche Rosse a Reggio Emilia, Latteria La Grande a Castelnovo di Sotto, Fattoria Rossi a Montecavolo, Caseificio San Simone a Reggio Emilia e Caseificio Boiardo a Pratissolo.
Visitare il Museo Storico del Parmigiano Reggiano e della civiltà contadina della Val d’Enza
Per chi desidera approfondire la storia del territorio e delle sue tradizioni agricole, una tappa particolarmente interessante è il Museo Storico del Parmigiano Reggiano e della Civiltà Contadina della Val d’Enza.
Situato in località Villa Aiola (frazione del comune di Montecchio Emilia) e allestito in una originale casa colonica ristrutturata, custodisce una straordinaria collezione di manufatti e strumenti usati fino agli anni Cinquanta nelle campagne reggiane, offrendo ai visitatori un vero e proprio viaggio nella memoria rurale.
Il percorso espositivo si articola su tre livelli. Al piano terra si trovano sezioni dedicate ai carri tradizionali, alla ricostruzione della casa contadina con stalla e aia, e agli strumenti per la produzione del formaggio e per il trasporto del latte.
Il primo piano ospita il vecchio fienile con attrezzi agricoli e domestici, tra cui vari modelli di aratri, e la ricostruzione delle camere da letto del contadino e del proprietario terriero come apparivano un tempo, oltre a una collezione di giochi d’epoca.
L’ultimo livello è la cantina sotterranea, in cui sono conservati gli attrezzi per la produzione del vino.
Il percorso si completa con un casello del Settecento perfettamente funzionante, utilizzato per attività dimostrative e didattiche.
Il museo è visitabile esclusivamente su prenotazione.
Visitare una cantina
Le colline reggiane custodiscono un patrimonio enologico spesso poco conosciuto dal grande pubblico, ma capace di sorprendere anche i visitatori più esperti. Qui la produzione vitivinicola si intreccia con la storia familiare dei produttori e con la tradizione enologica emiliana, dando vita a vini che raccontano il territorio.
Oltre che per il Lambrusco nelle sue tante declinazioni, l’area è rinomata per la Spergola, un antico vitigno a bacca bianca oggi protagonista della denominazione Colli di Scandiano e Canossa DOC.
Visitare una cantina significa entrare nel cuore del processo produttivo, dal lavoro tra i filari alla raccolta dell’uva, fino alla vinificazione e all’affinamento. È un percorso che permette di comprendere l’impegno e la competenza necessari per realizzare ogni bottiglia, oltre a scoprire le peculiarità delle principali varietà locali. La visita si conclude generalmente con una degustazione, accompagnata dai prodotti tipici della zona, dal Parmigiano Reggiano ai salumi della tradizione.
Per le visite contattare le cantine aderenti alla Strada dei Vini e dei Sapori Colline di Scandiano e Canossa o alla Strada dei Vini e dei Sapori delle Corti Reggiane.
Di seguito alcune cantine da non perdere: Venturini Baldini a Roncolo, Azienda Agricola Reggiana ad Albinea, Tenuta di Aljano e Azienda Vitivinicola Bertolani Alfredo a Scandiano.
Visitare un’acetaia
Un’altra esperienza che racconta perfettamente l’identità del territorio è la visita a un’acetaia di Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP, uno dei più pregiati condimenti della tradizione emiliana.
Entrare in un’acetaia significa visitare luoghi ricchi di storia e di fascino, spesso situati nei sottotetti delle antiche case coloniche, dove il naturale alternarsi delle stagioni favorisce la lenta maturazione dell’aceto.
Durante la visita vengono illustrate tutte le fasi della produzione, dalla cottura del mosto ai travasi annuali, fino all’assaggio guidato delle diverse maturazioni. È un’occasione preziosa per comprendere perché questo prodotto rappresenti una delle eccellenze assolute della gastronomia italiana.
Tra le acetaie facenti parte del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP si segnalano: l’Acetaia San Giacomo a Novellara, l’Acetaia Comunale di Albinea, l’Acetaia Ferretti Corradini a Reggio Emilia e Cavalli Cav. Ferdinando a Scandiano.

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