Reggio Emilia è una città che sa sorprendere, dove la cultura è un patrimonio da condividere e un diritto di tutti. Qui di seguito vi presentiamo le principali attrazioni reggiane a ingresso gratuito.
Pronti a partire per un viaggio tra arte e cultura … a costo zero?
PALAZZO DEI MUSEI
Ospitato in quello che, un tempo, era un convento francescano, il Palazzo dei Musei riunisce raccolte e collezioni dedicate a diversi ambiti: archeologia (Mosaici romani, Museo Chierici di Paletnologia, Portico dei Marmi – sezione romana, Museo di Regium Lepidi), etnografia, storia dell’arte (Galleria dei Marmi – sezione medievale, Mosaici medievali), storia naturale (Museo Spallanzani, Raccolte zoologiche, anatomiche, botaniche, geo-mineralogiche e paleontologiche) e storia della città. Tra le cose da non perdere si segnalano: la famosa Venere di Chiozza, una statuetta in pietra, risalente al periodo paleolitico superiore, che raffigura una donna dalle prosperose forme e classificabile tra le più antiche veneri paleolitiche; il percorso archeologico, dalla Preistoria al Settecento; e le fotografie di Luigi Ghirri, un viaggio poetico nella Pianura Padana.
GALLERIA PARMEGGIANI
La Galleria Parmeggiani è un singolare esempio di casa-museo del XIX secolo. Ha sede in un palazzo, di stile gotico-rinascimentale, fatto costruire da Luigi Parmeggiani tra il 1925 e il 1928 per ospitare la propria raccolta d’arte. L’architettura dell’edificio fonde modelli del mondo antico, medievale e rinascimentale, instaurando un dialogo coerente con le collezioni conservate al suo interno. La galleria riunisce tre distinti nuclei collezionistici ottocenteschi: dipinti, mobili e tessuti appartenenti alla raccolta del pittore, collezionista e antiquario Ignacio León y Escosura; armi e oreficerie provenienti dalla bottega parigina Marcy; e la produzione pittorica di Cesare Detti. Tra le opere più significative figurano il Ritratto del Principe Carlos di Borbone di Herrera Barnuevo, il Trittico del XVI secolo attribuito al maestro di Bruges e il Salvatore Benedicente di El Greco.
MUSEO DEL TRICOLORE
Reggio Emilia si pregia del titolo “Città del Tricolore” perché qui è nata la bandiera italiana, la cui storia è raccontata nel Museo del Tricolore. Allestito all’interno del Palazzo del Comune, negli spazi adiacenti alla Sala del Tricolore (dove il 7 gennaio del 1797 venne ufficialmente proclamato lo stendardo destinato a diventare bandiera nazionale), raccoglie numerosi documenti originali e cimeli, oltre al nucleo di opere del progetto “Novanta artisti per una bandiera”, ideato da Deanna Veroni a sostegno dell’Ospedale della Mamma e del Bambino e donato dalla famiglia Storchi alla città. Il percorso espositivo non si limita alla storia del Tricolore, ma approfondisce anche le vicende politiche di Reggio Emilia, dalla nascita della Repubblica Reggiana alle testimonianze del contributo offerto dai suoi cittadini alle battaglie per il riscatto nazionale.
MUSEO DI STORIA DELLA PSICHIATRIA
Il Museo di Storia della Psichiatria è un luogo sorprendente e di forte impatto emotivo. Ha sede nel padiglione Lombroso, uno degli edifici simbolo dell’ex Ospedale Psichiatrico San Lazzaro, che dal 2 marzo 1945 al 6 dicembre 1948 ha ospitato anche il pittore Antonio Ligabue. L’edificio si pone come museo di se stesso, contenitore e al tempo stesso contenuto eloquente di una storia, di cui i muri sono esplicita testimonianza. Il percorso espositivo presenta strumenti scientifici, di contenzione e di terapia (come camicie di forza, macchine per l’elettroshock, caschi del silenzio per isolare i pazienti e l’urna per la goccia d’acqua) nonché tragiche testimonianze del come i pazienti venissero considerati “malati pericolosi per la comunità”.
COLLEZIONE MARAMOTTI
Ospitata nella sede storica della casa di moda Max Mara, la Collezione Maramotti è una raccolta privata di arte contemporanea. Comprende diverse centinaia di opere d’arte realizzate dal 1945 a oggi, di cui oltre duecento in esposizione permanente, che rappresentano alcune delle principali tendenze artistiche italiane e internazionali affermatesi nel secondo Novecento. È fondamentalmente costituita da dipinti, ma include anche sculture e installazioni. Tra gli artisti presenti, figure di spicco come Francis Bacon, Jean-Michel Basquiat, Alberto Burri, Nicola De Maria, Anselm Kiefer, Jannis Kounellis, Mimmo Paladino e Bill Viola. Accanto all’esposizione permanente, gli ambienti destinati alle iniziative temporanee si animano regolarmente con mostre e progetti commissionati ad artisti, offrendo al pubblico percorsi sempre nuovi e stimolanti.
MAURIZIANO
Situato al centro di un parco racchiuso tra il torrente Rodano e il cavo Ariolo, il complesso del Mauriziano è una tappa imperdibile per gli amanti della letteratura e della poesia. Deve gran parte della sua fama a Ludovico Ariosto, il grande poeta dell’Orlando Furioso, che vi soggiornò per lunghi periodi e lo citò nelle Satire. Pur avendo subito importanti interventi di ristrutturazione tra il Seicento e il Settecento, conserva ancora l’impianto volumetrico cinquecentesco tipico delle ville rinascimentali. Interessante è l’ala est, in cui si possono ammirare il Camerino dei Poeti, il Camerino degli Orazi e Curiazi e il Camerino dell’Ariosto con affreschi cinquecenteschi che riproducono scene di caccia, paesaggi, scene amorose, episodi di storia e figure di letterati, in piena sintonia con il gusto cortese e letterario dell’epoca.
BASILICA DELLA BEATA VERGINE DELLA GHIARA
La Basilica della Beata Vergine della Ghiara è uno dei più significativi luoghi di culto mariano in Italia. Fu edificata grazie alle offerte dei fedeli reggiani in seguito a un evento miracoloso. Il 29 aprile 1596 un giovane sordomuto dalla nascita riacquistò miracolosamente l’udito e la parola dopo aver pregato intensamente l’immagine della Madonna. Al suo interno è possibile ammirare pregevoli opere d’arte realizzate da maestri del Seicento emiliano come Ludovico Carracci, il Guercino, Lionello Spada, Alessandro Tiarini, Carlo Bononi e Luca Ferrari. In alcuni locali a pianterreno del corpo di fabbrica che separa i due chiostri del convento dei Servi, è ospitato il Museo del Santuario della Beata Vergine della Ghiara (anch’esso a ingresso gratuito), in cui sono raccolti gli oggetti liturgici e donativi che nel corso dei secoli sono pervenuti al tempio in segno di devozione verso l’immagine miracolosa della Madonna.
BASILICA DI SAN PROSPERO
Ubicata nell’omonima piazza, la Basilica di San Prospero è una delle chiese più antiche di Reggio Emilia nonché uno degli esempi più significativi del barocco emiliano. Dedicata al Santo Patrono della città (che si festeggia il 24 novembre), fu fondata nel 997 ma completamente ricostruita nella prima metà del XVI secolo. La bella facciata è invece frutto di interventi settecenteschi. Custodisce numerose opere di grande valore artistico, tra le quali spiccano il maestoso ciclo di affreschi raffigurante il Giudizio Universale di Camillo Procaccini nell’abside e il prezioso coro in legno intarsiato con paesaggi campestri, nature morte e prospettive urbane. Al limite del sagrato sono collocati sei leoni in marmo rosso di Verona, scolpiti all’inizio del XVI secolo dall’artista reggiano Gaspare Bigi.
CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA
La Cattedrale di Santa Maria Assunta ha una storia molto lunga e complessa, con una grande stratificazione di stili. Eretta su un’antica costruzione romana intorno all’857, nel corso del tempo ha subito numerosi interventi e rimaneggiamenti che ne hanno modificato l’aspetto iniziale. All’esterno, la torre che si innalza sulla facciata è impreziosita da una rara opera in rame dorato raffigurante la Madonna col bambino con i coniugi Fiordibelli, realizzata nel 1522 dall’artista reggiano Bartolomeo Spani. All’interno si trovano numerose cappelle rivestite di marmi pregiati e finemente scolpiti. Tra le opere di maggior rilievo si segnalano il sepolcro di Orazio Malaguzzi eseguito dal Clemente, il monumento funebre di Valerio Malaguzzi di Spani e la Cappella Fiordibelli, con l’Assunzione di Maria Vergine San Pietro in cattedra e San Girolamo di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino.
Foto galleria fotografica © Reggio Emilia Welcome




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