Il Sentiero Spallanzani, che abbiamo già presentato qui, è un itinerario escursionistico di lunga percorrenza che attraversa l’Appennino Reggiano. È dedicato a Lazzaro Spallanzani, famoso naturalista nato a Scandiano nel 1729 e considerato il “Galilei della biologia”. Suddiviso in più tappe, offre un’esperienza unica capace di fondere la scoperta della natura con la storia scientifica e culturale. Originariamente, il punto di partenza era fissato a Ventoso, frazione di Scandiano, ma nel 2019 è stato spostato a Reggio Emilia, con l’aggiunta di una nuova tappa. Scopriamo insieme questa tappa.

Reggio Emilia – Scandiano, ore 5 – km 20,5
Località attraversate: Reggio Emilia centro – Parco del Rodano – Mauriziano – Canale di Secchia – La Giarola – Sabbione – Fellegara – Ca’ de Carolis – Scandiano
Dislivello: nullo

Il luogo simbolo per partire con il cammino è il Palazzo dei Musei, la sede principale dei Musei Civici, che riunisce collezioni dedicate all’archeologia, all’etnografia, alla storia dell’arte, alla storia naturale e alla storia della città. Tra queste si trova anche la collezione allestita da Lazzaro Spallanzani nelle stanze della propria abitazione a Scandiano, acquistata dal Municipio di Reggio Emilia alla morte dello scienziato. Essa comprende reperti zoologici, con particolare riferimento alle forme di vita marine, paleontologici, mineralogici, litologici e botanici, nonché oggetti di arredo, quali quadri, tavolini e soprammobili, testimoniando, nella sua eterogeneità, la varietà di interessi dello scienziato.

Dal centro storico di Reggio Emilia ci si dirige verso uno dei luoghi di ritrovo più vivaci della città, dove storia militare e spazi verdi si incontrano per creare esperienze culturali e ricreative. Stiamo parlando del grande parco degli Ippocastani, detto dai reggiani Campo di Marte. Si estende su un’ex area demaniale un tempo destinata alle esercitazioni militari ed è diviso in due settori dalla linea ferroviaria Reggio-Scandiano. La porzione occidentale risale ai primi anni Ottanta, quando furono piantate numerose essenze per creare un’area verde di tipo centro-europeo, caratterizzata da grandi macchie di alberi e cespugli alternate ad ampie radure prative. Nella parte orientale, invece, il paesaggio è più vario e presenta piccoli nuclei boscati, alberi isolati e gruppi di arbusti.

Il percorso conduce quindi al Parco del Rodano, vasta area verde di circa 400 ettari che si sviluppa lungo l’omonimo torrente abbracciando la città verso est. Il parco si distingue per la spiccata “selvaticità” e per l’alto valore naturalistico, vista anche la presenza di diversi fontanili, di un Sito di Interesse Comunitario (SIC) e di un’Area di Riequilibrio Ecologico (ARE). Il luogo simbolo del parco è il complesso monumentale del Mauriziano, la villa di campagna dei Malaguzzi dove il poeta reggiano Ludovico Ariosto trascorse periodi di amena villeggiatura, ricordati poi nelle Satire: “Già mi fur dolci inviti a empir le carte / li luoghi ameni di che il nostro Reggio, / il natio nido mio, n’ha la sua parte. / Il tuo Mauricïan sempre vagheggio, / la bella stanza, il rodano vicino …”.

Superata la zona urbana, il paesaggio cambia e lascia spazio alla campagna reggiana, dove l’acqua ha avuto un ruolo importante nel modellare il territorio, l’economia e la vita quotidiana nel corso dei secoli. Tra gli elementi più interessanti si trovano la chiusa di sbarramento del Rodano, esempio concreto di come la gestione delle risorse idriche abbia influenzato lo sviluppo agricolo e urbano di Reggio Emilia, e il Canale di Secchia. Quest’ultimo è un corso d’acqua artificiale realizzato in epoca romana per convogliare l’acqua del fiume verso la città. Oggi svolge soprattutto una funzione irrigua, ma conserva ancora le tracce dell’antico sistema idraulico, con manufatti che ne testimoniano la lunga storia.

Proseguendo nella campagna reggiana, si attraversa un tratto particolarmente panoramico, dove il paesaggio assume un carattere ancora più rurale, tra campi coltivati e filari che raccontano una tradizione agricola e vitivinicola profondamente radicata nel territorio. È proprio qui che si incontra l’azienda agricola Il Tralcio, espressione della tradizione agricola reggiana, legata sia alla produzione di vini locali sia a quella del Parmigiano Reggiano. Nei filari che affiancano il sentiero, accanto alle uve destinate alla produzione del Lambrusco, si trova anche la Spergola, un antico vitigno a bacca bianca recuperato dopo aver rischiato di scomparire. Per la sua storia e il forte legame con il territorio, la Spergola può essere considerata il vino simbolo del Sentiero Spallanzani.

Superata l’azienda agricola, dopo pochi chilometri si raggiunge il nostro agriturismo, punto informativo del Sentiero Spallanzani, dove i viandanti possono trovare supporto e alcuni servizi utili per il cammino. L’itinerario prosegue poi costeggiando il Torrente Tresinaro, in un tratto dove il paesaggio naturale si alterna alle testimonianze della storia locale, offrendo un ambiente piacevole da esplorare con calma. Prima di arrivare al borgo di Ventoso, si può fare una deviazione verso il centro storico di Scandiano, sede della casa natale di Lazzaro Spallanzani.

Per maggiori informazioni sul percorso della prima tappa, visita il sito ufficiale del Sentiero Spallanzani.

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