Lungo la via delle Ville è un itinerario cicloturistico tra dimore storiche, giardini incantevoli e paesaggi unici che si estende dal centro storico alla prima periferia reggiana.

Il punto di partenza è Piazza Gioberti. Situata alle porte del ghetto ebraico, è intitolata a Vincenzo Gioberti, uno dei protagonisti del Risorgimento italiano. Qui, dove un tempo scorreva il torrente Crostolo, affaccia l’elegante Palazzo Ducale (visitabile nelle parti aperte al pubblico durante gli orari di apertura di Prefettura e degli uffici della Provincia di Reggio Emilia) e inizia la passeggiata settecentesca, un percorso di circa 7 chilometri che si snoda dal centro storico di Reggio Emilia fino alla Reggia di Rivalta. Domina la piazza una vasca di forma ellittica e il grande obelisco eretto nel 1843 in onore di Adelgonda di Baviera, sposa del duca Francesco V, poi dedicato ai martiri del Risorgimento.

Proseguendo lungo Corso Garibaldi si giunge in Piazza Roversi, nota anche come Piazza del Cristo, dal nome della bella chiesa barocca che vi affaccia. L’edificio fu costruito come oratorio (per preservare un affresco miracoloso del santissimo crocefisso, dipinto ad olio su intonaco da anonimo artista reggiano, durante la peste del 1630-31) e successivamente trasformato nel corso del XVIII secolo in chiesa. Davanti alla Chiesa del Cristo è stato posto uno specchio d’acqua, a memoria dell’alveo del torrente Crostolo che qui vi transitava, prima che fosse deviato al di fuori dalle mura cittadine.

L’incrocio di Porta Castello collega la passeggiata settecentesca con Viale Umberto I. Progettato dall’architetto ducale Ludovico Bolognini, ha un’anima monumentale e un grande valore storico e simbolico. Il boulevard è rinomato per la presenza di oltre 400 alberi distribuiti in quattro doppi filari: due doppi filari di tigli a corredo della strada e dei viali interni e due doppi filari di specie diverse a corredo dei viali esterni. Il tragitto prosegue fino al Ponte del Crostolo, dove si possono apprezzare due statue appartenute alla Villa Ducale di Rivalta che rappresentano i fiumi Panaro e Secchia.

Ci immergiamo ora nel Parco del Crostolo, chiamato comunemente Parco delle Caprette per la presenza di alcune caprette tibetane, libere di aggirarsi all’interno dell’area. Costeggiando il torrente Crostolo si arriva alla Reggia di Rivalta, una della ultime Delizie Estensi. Il magnifico palazzo fu costruito a partire dal 1723 sul modello della Reggia di Versailles. Dell’edificio originario, depredato durante l’occupazione napoleonica, restano solo l’ala sud (probabilmente destinata alla servitù) e la cappella (inglobata in edifici agricoli), mentre del parco e dei giardini rimangono il perimetro cintato e una vasca ovale in parziale rovina.

Il percorso procede poi fino a Villa d’Este, splendida struttura settecentesca che faceva parte del più vasto progetto della Reggia di Rivalta. Immersa nel verde, è circondata dalla Vasca di Corbelli, un bacino artificiale ora utilizzato per la pesca sportiva, realizzato per raccogliere le acque provenienti dal Crostolo ed alimentare il sistema delle fontane della Reggia. L’idea originaria fu dell’architetto G. M. Ferraroni ma il progetto eseguito fu certamente di G. B. Bolognini e del fratello Francesco. La villa è aperta solo in occasione di eventi speciale ma è possibile passeggiare/pedalare lungo la vasca e godersi un po’ di relax all’ombra degli alberi.

La tappa successiva è Villa Levi, edificio neoclassico di origine seicentesca ubicato nella frazione di Coviolo. Prende il nome dalla famiglia ebrea che l’ha posseduta dal 1874 al 1956 ed è considerata una delle ville più singolari della campagna reggiana per la sua caratteristica architettura e la sua ricca storia. Per quanto riguarda gli interni, meritano di essere citati il maestoso salone centrale e la cupola, mentre all’esterno, il complesso è circondato da uno splendido parco di 4 ettari che vanta numerose specie e la presenza di alberi “monumentali”: aceri campestri e montani, carpini bianchi, farnie, frassini, ippocastani, liriodendri, noccioli, platani e tigli; fra i molti sempreverdi si possono ammirare abeti, cedri, laurocerasi, pini, tassi e tuie.

Costeggiando il muro del cimitero di Coviolo e percorrendo la ciclabile di Via Fratelli Rosselli, si raggiunge il caseificio del Consorzio Vacche Rosse, dove, oltre ad acquistare dell’ottimo Parmigiano Reggiano, è possibile partecipare a visite guidate per scoprire tutte le fasi di produzione del “Re dei Formaggi”, dalla lavorazione del latte alla messa in forma, passando per la tradizionale spinatura. A sinistra del caseificio si trova la settecentesca Villa Gastinelli, l’ultima tappa dell’itinerario. Progettata dall’architetto Carlo Lari, prende il nome dal cognome dell’omonimo generale che la acquistò dai Conti Liberati Tagliaferro. Il complesso, costruito nella seconda metà del XIX secolo, è circondato da un parco, che rappresenta uno degli elementi più suggestivi della proprietà.

Foto © Nicola Tampelloni – Wikipedia

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