L’Appennino Modenese custodisce un patrimonio diffuso di straordinario fascino, dove natura e spiritualità convivono da secoli in modo armonioso. Tra boschi, crinali panoramici e piccoli borghi sospesi nel tempo, sorgono pievi e chiese che raccontano una storia lunga e stratificata, fatta di fede, comunità e tradizioni locali. Questi edifici sacri, spesso isolati e immersi in paesaggi ancora incontaminati, rappresentano una delle espressioni più autentiche dell’identità appenninica.

Qui vi proponiamo un bell’itinerario che vi guiderà alla scoperta di quattro antiche pievi dell’Appennino Modenese.

La prima tappa ci porta nel suggestivo borgo di Rocca Santa Maria, frazione del comune di Serramazzoni, che dista circa 25 chilometri dal nostro agriturismo. Qui, sopra una ripida roccia calcarea, si erge la Pieve di Santa Maria Assunta, una delle più antiche e affascinanti pievi della montagna modenese. Le prime tracce documentali risalgono al 971 e poi al 1038, quando il Vescovo di Modena la cedette a Bonifacio III di Toscana. Successivamente, nel 1108, la figlia di questi, Matilde di Canossa, decise di restituirla al Vescovo di Modena, consolidando il legame con il potere ecclesiastico. Sebbene nel corso del tempo sia stata oggetto di numerosi interventi, la pieve conserva ancora oggi il suo impianto originario romanico. Di particolare interesse sono i capitelli, databili all’XI secolo e in stile preromanico, decorati da intrecci vegetali, con foglie e fiori stilizzati, nastri e volute.

Proseguendo il nostro itinerario ci spostiamo verso Pavullo nel Frignano, a circa 30 minuti di distanza dalla Pieve di Santa Maria Assunta, e raggiungiamo la frazione di Coscogno, dove sorge la Chiesa Parrocchiale di Sant’Apollinare. La dedica al primo Vescovo di Ravenna testimonia l’antichità della sua primitiva costruzione, che potrebbe risalire all’epoca della dominazione bizantina in Appennino (VII-VIII secolo). L’edificio si trova in posizione isolata, circondato da un paesaggio collinare che ne esalta il valore storico e spirituale. La struttura attuale conserva elementi romanici, anche se nel tempo ha subito modifiche e restauri che ne hanno stratificato l’aspetto architettonico. L’elemento più pregevole è il portale, riccamente decorato con simboli scolpiti che rimandano alla lotta tra bene e male, un tema ricorrente nell’arte sacra medievale.

La terza tappa ci conduce a Monteobizzo, altra frazione di Pavullo nel Frignano, dove si trova la Chiesa Parrocchiale dei Santi Vincenzo ed Anastasio. L’attuale chiesa è l’erede della medievale pieve di Palude o di Paule, ritenuta la più antica pieve del territorio frignanese avente il diritto di giurisdizione. Essa accoglieva i viandanti nei loro pellegrinaggi tra il ducato di Modena e la Toscana, almeno fino al 1157, quando le fu tolto il titolo di pieve a favore di quella di Renno. L’edificio, rimaneggiato nei secoli, conserva importanti tracce dell’impianto medievale originario. All’interno si conservano decorazioni opere di grande valore storico-artistico, tra le quali spiccano il battistero cinquecentesco in pietra ed un dipinto raffigurante una Madonna con Bambino riconducibile ad Adeodato Malatesta, il più influente pittore modenese dell’Ottocento.

La quarta e ultima tappa è la Pieve di San Giovanni Battista, nota anche come Pieve di Renno, perché situata nell’omonima frazione di Pavullo nel Frignano. Si tratta di una delle pievi più importanti e meglio conservate dell’Appennino Modenese. Fu edificata nel XII secolo per volere della nobile famiglia dei Montecuccoli. La sua architettura riflette la tipica impostazione delle pievi di montagna: pianta a tre navate con l’altare rivolto verso oriente. L’interno custodisce elementi di grande interesse storico e artistico, tra i quali si segnalano: l’acquasantiera in marmo rosso, che una leggenda voleva donata dalla Contessa Anna Bigi, madre di Raimondo Montecuccoli; le antiche rosette comacine; e la lapide della tomba del Conte Cesare Montecuccoli (1506), che fu il più grande feudatario del Frignano.

Foto © Foto Manfredini – In Appennino Modenese

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