Capita anche ai viaggiatori più previdenti. Si prenota con largo anticipo, si controlla il meteo ogni giorno e il cielo decide comunque di cambiare programma. Ma una giornata di pioggia non è una giornata persa, soprattutto se parliamo di una città come Reggio Emilia: elegante, a misura d’uomo e ricca di sorprese. Basta semplicemente cambiare prospettiva e dedicarsi a quelle esperienze che permettono di conoscere il territorio attraverso arte, cultura, storia e sapori locali, restando comodamente al riparo.
Per chi soggiorna al Brugnolo, così come per chi si trova a Reggio Emilia e sta cercando cosa fare quando piove, abbiamo raccolto alcune idee che consentono di vivere la città appieno pure nei giorni meno fortunati dal punto di vista meteorologico.
Andare per musei
I musei sono una delle prime possibilità da prendere in considerazione quando piove, e a Reggio Emilia l’offerta è abbastanza ampia da permettere di scegliere in base ai propri interessi. Il punto di partenza non può che essere il Palazzo dei Musei, la sede principale dei Musei Civici, che riunisce collezioni dedicate all’archeologia, all’etnografia, alla storia dell’arte, alla storia naturale e alla storia della città. Poco distante, la Galleria Parmeggiani custodisce dipinti, mobili, tessuti, armi e oggetti di arte decorativa. Per chi ama l’arte contemporanea c’è la Collezione Maramotti, con un’importante raccolta di opere realizzate dal 1945 a oggi. E poi c’è il Museo del Tricolore, legato alla storia della bandiera italiana adottata proprio a Reggio Emilia nel 1797. Oltre a quelli citati, ci sono anche altri musei, meno conosciuti ma non per questo meno interessanti.
Esplorare il patrimonio religioso
Non sono soltanto i musei a offrire occasioni per trascorrere qualche ora al coperto. Reggio Emilia vanta chiese e basiliche di straordinaria bellezza che rappresentano significative testimonianze della storia cittadina e custodiscono opere d’arte di grande valore. Il principale edificio religioso è la Cattedrale di Santa Maria Assunta, che mescola elementi romanici con rifacimenti quattrocenteschi, sconfinando persino nell’arte contemporanea. Oltre alla cattedrale, meritano senza dubbio una visita la Basilica di San Prospero, uno dei principali esempi del barocco emiliano, e la Basilica della Beata Vergine della Ghiara, uno dei santuari mariani più importanti d’Italia. Visitare questi luoghi consente quindi di conoscere un’altra parte della storia di Reggio Emilia, tra architettura, arte e devozione, approfittando del riparo offerto dagli ambienti interni.
Scoprire i segreti del Parmigiano Reggiano
Quando si parla di territorio reggiano, non può mancare il Parmigiano Reggiano. E una giornata di pioggia può diventare proprio l’occasione per entrare in un caseificio e vedere da vicino come nasce il re dei formaggi. Durante le visite si seguono le diverse fasi della produzione, dalla lavorazione del latte nelle grandi caldaie in rame fino alla nascita delle forme, passando per la cagliata e la tradizionale spinatura. Al termine del percorso non manca mai la degustazione, con assaggi di diverse stagionature che raccontano quanto il tempo cambi sapore e consistenza. A Reggio Emilia diversi caseifici aprono le porte ai visitatori, come il Consorzio Vacche Rosse e il Caseificio San Simone, solo per citarne alcuni. Le visite guidate si possono prenotare contattando il Consorzio del Parmigiano Reggiano o direttamente il caseificio desiderato.
Visitare un’acetaia
Dopo il Parmigiano Reggiano, un altro prodotto tipico che merita attenzione è l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP. Riconosciuto come uno dei massimi esempi dell’eccellenza gastronomica Made in Italy, viene prodotto esclusivamente con mosto cotto di uve (principalmente Lambrusco e Trebbiano) coltivate con cura nel territorio reggiano e lasciato maturare per almeno 12 anni in botticelle di legno. Una giornata uggiosa è ideale per scoprirne i segreti. Visitare un’acetaia significa immergersi in una storia fatta di passione, pazienza e tradizioni tramandate da generazioni. A Reggio Emilia, un esempio è l’Acetaia Ferretti Corradini, dove è possibile conoscere la produzione e la lunga storia dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP. La visita si conclude con l’assaggio dei balsamici in abbinamento ad altre specialità locali.
Concedersi una sosta golosa
Non c’è modo migliore di sconfiggere il grigiore di una giornata piovosa che coccolarsi con i sapori genuini della tradizione emiliana. Reggio Emilia è la patria del Parmigiano Reggiano e dell’aceto balsamico tradizionale, ma anche dell’erbazzone, dei cappelletti in brodo, dei tortelli verdi e di zucca, dello gnocco fritto, delle chizze, del Lambrusco e della spongata, il dolce natalizio che qui si trova quasi tutto l’anno. I vicoli e le piazze del centro storico sono punteggiate di osterie, trattorie, forni, gastronomie e caffè storici. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Tra una visita e l’altra, concedersi una pausa golosa in uno dei locali del centro, con i vetri appannati e il rumore della pioggia in sottofondo, è un piacere difficile da battere.
Assistere a uno spettacolo a teatro
Quando piove, perché non approfittarne per assistere a uno spettacolo? Reggio Emilia ha una grande tradizione teatrale e concentra nel centro storico alcuni spazi che contribuiscono alla vivacità culturale della città. Nell’area compresa da Piazza della Vittoria e Piazza Martiri del 7 Luglio si trovano ben tre teatri. Il primo, il Teatro Municipale intitolato a Romolo Valli, accoglie prevalentemente stagioni di opera, concerti e musical. Il secondo, il Teatro dedicato a Ludovico Ariosto, ospita principalmente allestimenti di prosa. Il terzo, il Teatro Cesare Zavattini (ma più comunemente conosciuto come Teatro Cavallerizza), è destinato allo spettacolo moderno e di ricerca. Per chi desidera conoscere più da vicino il mondo del teatro, il Teatro Valli propone regolarmente visite guidate che consentono di ammirare sale storiche e spazi normalmente non accessibili al pubblico.

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